Diatriba III.14 — Alcune osservazioni sparse

Libro III · 14 sezioni · III 14
1
Come i cattivi attori tragici non sanno cantare da soli, ma soltanto insieme a molti altri, così alcuni non sanno neppure passeggiare da soli.
2
Uomo, se sei qualcuno, passeggia anche da solo, parla con te stesso e non nasconderti nel coro.
3
Fatti prendere in giro una volta tanto, guardati intorno, lasciati scuotere, così da conoscere chi sei.
4
Quando uno beve acqua o fa qualche esercizio, coglie ogni occasione per dirlo a tutti.
5
«Io bevo acqua.» Ma è forse per questo che bevi acqua, per il semplice fatto di bere acqua? Uomo, se bere ti giova, bevi; altrimenti ti comporti in modo ridicolo.
6
E se ti giova e la bevi, taci davanti a quelli che trovano da ridire sugli altri. Che cosa dunque? Vuoi piacere proprio a costoro?
7
Delle azioni, alcune si compiono come fini principali, altre secondo le circostanze, altre per una certa gestione delle cose, altre per adattamento agli altri, altre per opposizione.
8
Bisogna eliminare dagli uomini queste due cose: la presunzione e la sfiducia. La presunzione consiste nel credere di non aver bisogno di nulla; la sfiducia nel ritenere impossibile vivere serenamente in mezzo a tante circostanze.
9
La presunzione viene eliminata dalla confutazione, ed è questo che Socrate fa per prima cosa. Quanto poi al fatto che l’impresa non sia impossibile, esamina e cerca. Questa ricerca non ti farà alcun male;
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anzi, filosofare consiste pressappoco proprio in questo: cercare come sia possibile servirsi del desiderio e dell’avversione senza impedimenti.
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«Sono migliore di te: mio padre infatti è stato console.» Un altro dice: «Io sono stato tribuno, tu no.»
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Se fossimo cavalli, diresti forse: «Mio padre era più veloce», oppure: «Io ho molto orzo e molto fieno», o ancora: «Ho dei bei finimenti». Se mentre dici queste cose io ti rispondessi: «Sia pure: corriamo, allora»?
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E dunque, per un uomo, non esiste nulla di simile alla corsa per un cavallo, qualcosa da cui si possa riconoscere chi è peggiore e chi è migliore? Non saranno forse il rispetto di sé, la lealtà, la giustizia?
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Mostrati migliore in queste cose, perché tu sia migliore come uomo. Se mi dici: «Scalcio forte», anch’io ti dirò che vai fiero di un’opera da asino.