Diatriba III.6 — Alcune osservazioni sparse

Libro III · 10 sezioni · III 6
1
A qualcuno che domandava come mai, ora che il ragionamento è stato elaborato più a fondo, in passato vi fossero progressi maggiori,
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«In che cosa», disse, «è stato elaborato più a fondo, e in che cosa erano allora maggiori i progressi? Infatti, proprio nell’ambito in cui oggi è stato elaborato più a fondo, lì si troveranno oggi anche progressi.»
3
Oggi è stato elaborato per analizzare sillogismi, e in questo si fanno progressi; allora invece veniva coltivato per conservare la facoltà direttiva conforme a natura, e in questo si facevano progressi.
4
Non confondere dunque le cose e non cercare, quando ne coltivi una, di progredire in un’altra. Guarda piuttosto se qualcuno di noi, dedicandosi a vivere e a condursi secondo natura, non progredisce. Non ne troverai nessuno.
5
L’uomo virtuoso è invincibile: non entra infatti in gara là dove non è superiore, ma soltanto là dove lo è.
6
Se vuoi il campo, prendilo; prendi i servi, prendi la carica, prendi il corpicino. Ma non farai fallire il suo desiderio né farai incappare la sua avversione in ciò che vuole evitare.
7
Si getta soltanto in questa contesa, quella che riguarda ciò che dipende dalla scelta morale. Come potrebbe dunque non essere invincibile?
8
A uno che domandava che cosa fosse il senso comune, disse: «Come si potrebbe chiamare comune un udito capace soltanto di distinguere le voci, mentre quello che distingue i suoni musicali non è più comune ma tecnico, così vi sono alcune cose che gli uomini non del tutto corrotti vedono grazie alle facoltà comuni a tutti. Una disposizione di questo genere si chiama senso comune.»
9
Non è facile esortare i giovani fiacchi: neppure il formaggio si prende all’amo. I ben dotati, invece, anche se li scoraggi, si attaccano ancora di più alla ragione.
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Perciò anche Rufo per lo più scoraggiava i suoi allievi, servendosi di questo come criterio per distinguere i ben dotati da quelli privi di attitudine. Diceva infatti: «Come una pietra, anche se la lanci in alto, ricadrà a terra secondo la propria natura, così anche chi è ben dotato, quanto più lo si respinge, tanto più inclina verso ciò per cui è nato.»