Un tale gli chiedeva consiglio su come persuadere il fratello a non essere più adirato con lui.
Diatriba I.15 — Che cosa promette la filosofia
«La filosofia», disse, «non promette di procurare all’uomo alcuna cosa esterna; altrimenti si assumerebbe qualcosa che è fuori dalla materia che le è propria. Come infatti il legno è la materia del falegname e il bronzo quella dello scultore, così la materia dell’arte del vivere è la vita stessa di ciascuno.»
«E quella di mio fratello?» «Appartiene, a sua volta, alla sua arte; rispetto alla tua, invece, è una cosa esterna, come un campo, come la salute, come la buona reputazione. Di nessuna di queste cose la filosofia fa promessa.»
«In ogni circostanza manterrò la facoltà che governa la mente conforme a natura.» «Quella di chi?» «Di colui nel quale mi trovo», dice la filosofia.
«Come fare allora perché lui non si adiri con me?» «Portamelo qui, e parlerò a lui; ma a te, sulla sua ira, non ho nulla da dire.»
Ma quello che chiedeva consiglio disse: «È proprio questo che cerco: come potrei restare conforme a natura anche se lui non si riconciliasse con me?»
«Nulla di grande», disse, «si compie all’improvviso, se nemmeno un grappolo d’uva o un fico lo fanno. Se ora mi dici: “Voglio un fico”, ti risponderò che ci vuole tempo. Lascia prima che fiorisca, poi che produca il frutto, poi che maturi.»
E dunque, se il frutto di un fico non giunge a compimento all’improvviso e in un’ora, vuoi forse ottenere il frutto del giudizio di un uomo in così poco tempo e con tanta facilità? Non aspettartelo, neppure se te lo dicessi io.