Diatriba I.15 — Che cosa promette la filosofia

Libro I · 8 sezioni · I 15
1
Un tale gli chiedeva consiglio su come persuadere il fratello a non essere più adirato con lui.
2
«La filosofia», disse, «non promette di procurare all’uomo alcuna cosa esterna; altrimenti si assumerebbe qualcosa che è fuori dalla materia che le è propria. Come infatti il legno è la materia del falegname e il bronzo quella dello scultore, così la materia dell’arte del vivere è la vita stessa di ciascuno.»
3
«E quella di mio fratello?» «Appartiene, a sua volta, alla sua arte; rispetto alla tua, invece, è una cosa esterna, come un campo, come la salute, come la buona reputazione. Di nessuna di queste cose la filosofia fa promessa.»
4
«In ogni circostanza manterrò la facoltà che governa la mente conforme a natura.» «Quella di chi?» «Di colui nel quale mi trovo», dice la filosofia.
5
«Come fare allora perché lui non si adiri con me?» «Portamelo qui, e parlerò a lui; ma a te, sulla sua ira, non ho nulla da dire.»
6
Ma quello che chiedeva consiglio disse: «È proprio questo che cerco: come potrei restare conforme a natura anche se lui non si riconciliasse con me?»
7
«Nulla di grande», disse, «si compie all’improvviso, se nemmeno un grappolo d’uva o un fico lo fanno. Se ora mi dici: “Voglio un fico”, ti risponderò che ci vuole tempo. Lascia prima che fiorisca, poi che produca il frutto, poi che maturi.»
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E dunque, se il frutto di un fico non giunge a compimento all’improvviso e in un’ora, vuoi forse ottenere il frutto del giudizio di un uomo in così poco tempo e con tanta facilità? Non aspettartelo, neppure se te lo dicessi io.