Diatriba I.30 — Che cosa bisogna avere pronto nelle circostanze difficili

Libro I · 7 sezioni · I 30
1
Quando entri da uno di quelli che stanno in alto, ricordati che anche un altro, dall’alto, guarda ciò che accade e che devi cercare di piacere più a lui che a costui.
2
Egli dunque ti domanda: «Che cosa dicevi a scuola dell’esilio, della prigione, delle catene, della morte e della cattiva reputazione?» «Che sono cose indifferenti.»
3
«E ora come le chiami? Sono forse cambiate?» «No.» «Sei cambiato tu?» «No.» «Di’ dunque quali sono le cose indifferenti.» «Quelle che non dipendono dalla scelta morale.» «Di’ anche il resto.»
4
«Le cose che non dipendono dalla scelta morale non mi riguardano.» «Di’ anche quali vi sembravano essere i beni.» «Una scelta morale quale dev’essere e l’uso delle rappresentazioni.» «E quale il fine?» «Seguire te.»
5
«Dici queste cose anche adesso?» «Le stesse anche adesso.» «Entra dunque ormai con fiducia, ricordandoti di queste cose, e vedrai che cosa significa essere un giovane esercitato in ciò che occorre, in mezzo a uomini inesperti.»
6
Io, per gli dèi, immagino che proverai qualcosa del genere: «Perché mai ci siamo preparati con tante e così grandi cose per un nulla?»
7
«Questo era il potere? Questi gli atri, gli addetti alle camere, le guardie con la spada? Per questo ascoltavo tanti discorsi? Tutto questo non era nulla, e io mi preparavo come se fosse qualcosa di grande.»