Quando entri da uno di quelli che stanno in alto, ricordati che anche un altro, dall’alto, guarda ciò che accade e che devi cercare di piacere più a lui che a costui.
Diatriba I.30 — Che cosa bisogna avere pronto nelle circostanze difficili
Egli dunque ti domanda: «Che cosa dicevi a scuola dell’esilio, della prigione, delle catene, della morte e della cattiva reputazione?» «Che sono cose indifferenti.»
«E ora come le chiami? Sono forse cambiate?» «No.» «Sei cambiato tu?» «No.» «Di’ dunque quali sono le cose indifferenti.» «Quelle che non dipendono dalla scelta morale.» «Di’ anche il resto.»
«Le cose che non dipendono dalla scelta morale non mi riguardano.» «Di’ anche quali vi sembravano essere i beni.» «Una scelta morale quale dev’essere e l’uso delle rappresentazioni.» «E quale il fine?» «Seguire te.»
«Dici queste cose anche adesso?» «Le stesse anche adesso.» «Entra dunque ormai con fiducia, ricordandoti di queste cose, e vedrai che cosa significa essere un giovane esercitato in ciò che occorre, in mezzo a uomini inesperti.»
Io, per gli dèi, immagino che proverai qualcosa del genere: «Perché mai ci siamo preparati con tante e così grandi cose per un nulla?»
«Questo era il potere? Questi gli atri, gli addetti alle camere, le guardie con la spada? Per questo ascoltavo tanti discorsi? Tutto questo non era nulla, e io mi preparavo come se fosse qualcosa di grande.»