Diatriba III.11 — Alcune osservazioni sparse

Libro III · 6 sezioni · III 11
1
Vi sono, per così dire, alcune pene stabilite per legge per chi disobbedisce al governo divino:
2
chi considera bene qualcosa che non appartiene alla sfera della scelta morale, provi invidia, desideri, aduli, sia turbato; chi considera male qualcosa che ne è estraneo, si affligga, pianga, si lamenti, sia infelice.
3
E tuttavia, pur essendo puniti così duramente, non riusciamo a desistere.
4
Ricorda ciò che dice il poeta a proposito dello straniero: «Straniero, non mi è lecito, neppure se venisse uno peggiore di te, disonorare uno straniero: da Zeus infatti vengono tutti, stranieri e mendicanti.»
5
Tieni dunque a portata di mano lo stesso principio anche riguardo al padre: «Non mi è lecito, neppure se venisse uno peggiore di te, disonorare mio padre: da Zeus Padre vengono infatti tutti.»
6
E così riguardo al fratello: «Da Zeus, protettore della parentela, vengono infatti tutti.» E nello stesso modo, nelle altre relazioni, troveremo in Zeus colui che sovrintende a ciascuna di esse.