Guida rapida alle app desktop di Claude Code e Codex

Parte di: Agenti AI in locale

Autori

Claude (Anthropic)

Enrico Toffalini

Data di Pubblicazione

16 ottobre 2026

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Le guide a Claude Code e a Codex usano il terminale. Non è l’unica strada. Entrambi gli agenti esistono anche come app desktop, che fanno lo stesso lavoro in locale: si sceglie una cartella del computer, e l’agente legge i file, scrive ed esegue codice (R, Python, Quarto, Git…), usa le vostre skill e i file di istruzioni del progetto (CLAUDE.md, AGENTS.md), si collega ai connettori. La superpotenza è la stessa; cambia l’interfaccia.

Questa guida mostra le due app su Windows, a ottobre 2026: l’app Claude (versione 2.42304, scheda Code) e l’app ChatGPT nella sezione Codex (versione 26.1007, con account ChatGPT Edu). La cartella di prova e le richieste sono le stesse delle guide da terminale, così il confronto è diretto. Il dataset e la regressione sono un esempio giocattolo inventato da Claude, di sua iniziativa: dati simulati, senza alcun legame con ricerche o dati reali, miei o di altri (vedi la nota nella parte generale).

Obiettivi della guida

  • Capire quando conviene l’app e quando il terminale.
  • Aprire una cartella di lavoro e dare la prima richiesta.
  • Trovare nei menu le stesse cose delle guide da terminale: modello, effort, permessi, plan.
  • Usare quello che le app aggiungono: pannelli per modifiche, file, terminale e browser.

Terminale o app?

Io preferisco il terminale, per un motivo semplice. Non apro l’app dell’AI chiedendomi “oggi cosa facciamo con l’AI?”. Lavoro normalmente, sulle mie cartelle e sui miei file; quando mi accorgo che lì sarebbe utile un agente, apro il terminale in quella cartella (tasto destro → Apri nel terminale), scrivo claude o codex, e lui parte da dove sono io. L’agente entra nel mio lavoro, non il contrario.

Con le app il flusso è rovesciato: si apre l’app e ogni volta bisogna indicarle la cartella su cui lavorare. In Codex, poi, la cartella diventa un progetto dell’app, da creare e dare un nome prima di cominciare. Non è un dramma, ma per me è meno fluido.

Detto questo, le app hanno dei vantaggi veri:

  • niente terminale: per chi non si trova a suo agio con la riga di comando, è l’ostacolo che sparisce;
  • menu al posto dei comandi: modello, effort, permessi e modalità plan si scelgono con un clic, senza ricordare /model o Shift+Tab;
  • pannelli laterali: le modifiche ai file (riga per riga, con i colori), l’albero dei file, un terminale vero e un browser integrato, tutti accanto alla conversazione;
  • sessioni in ordine: le conversazioni passate restano nella barra laterale, raggruppate per cartella o progetto, e si riprendono con un clic;
  • piccole comodità: commentare un piano selezionandone una parte, rispondere alle domande dell’agente con dei pulsanti, annullare un’intera modifica con Undo.

Le due strade non si escludono. La cartella è la stessa, i file sono gli stessi, le skill e i file di istruzioni pure: si può lavorare da terminale un giorno e dall’app il giorno dopo.

Cosa Da terminale Nell’app Claude Nell’app Codex
Cartella di lavoro si apre il terminale lì Scegli… → Apri cartella… si crea un progetto con la cartella
Modello ed effort /model, /effort menu in basso a destra menu in basso a destra
Permessi e modalità Shift+Tab, /permissions menu Auto in basso menu Approve for me in basso
Piano prima di agire modalità plan modalità Piano + → Plan mode
Vedere le modifiche diff nel terminale pannello Modifiche View changes
Riprendere una sessione claude -c, codex resume barra laterale barra laterale

Installazione

Claude. Si scarica l’app da claude.com/download (Windows e macOS) e si fa il login con il proprio account. In alto a sinistra ci sono due icone: la chat e Code (</>). Gli agenti sono in Code. Valgono gli stessi requisiti di Claude Code da terminale: serve almeno il piano Pro (vedi la parte generale sui costi).

Codex. L’app si trova sulla pagina ufficiale di Codex e, su Windows, nel Microsoft Store. Nella mia installazione il pacchetto si chiama Codex ma la finestra si presenta come ChatGPT, con Codex selezionato in alto a sinistra. Il login è quello di ChatGPT (qui un account Edu). Requisiti e limiti di utilizzo sono gli stessi di Codex da terminale.

Claude: la scheda Code

Scegliere la cartella

In basso, sotto la casella di testo, ci sono tre indicazioni: dove lavora l’agente (Questo computer, cioè in locale), su quale cartella, e in che modalità. Si clicca su Scegli… → Apri cartella… e si seleziona la cartella del progetto:

scelta della cartella nell'app Claude
La prima cosa da fare in ogni nuova sessione: scegliere la cartella di lavoro

La prima richiesta

Stessa richiesta delle guide da terminale:

In questa cartella c’è dati_esame.csv. Dai un’occhiata ai dati, poi scrivi uno script R chiamato analisi.R che stima una regressione del voto su ore_studio, ansia e gruppo, eseguilo e spiegami i risultati in poche righe.

richiesta nell'app Claude
La richiesta pronta: sotto la casella, cartella (demo-app-desktop), modalità (Auto), modello ed effort (Opus 5.5 Alto)

Mentre lavora, Claude mostra la lista dei passi che si è dato e i comandi che sta eseguendo. La sessione compare nella barra laterale, sotto il nome della cartella:

Claude al lavoro nell'app
Claude al lavoro: a destra la lista dei passi, a sinistra le sessioni raggruppate per cartella (i titoli delle altre sessioni sono sfocati)

Il risultato è quello che si ottiene da terminale: analisi.R creato ed eseguito, risultati spiegati in poche righe. Stavolta Claude ha notato da solo un’altra particolarità dei dati simulati, il pavimento a 18 (molti voti esattamente al minimo), e ha aggiunto allo script un modello tobit come controllo. È un buon esempio del fatto che lo stesso agente, sulla stessa richiesta, non fa sempre le stesse scelte: ragione in più per leggere quello che produce.

Modalità, modello, effort

Le modalità sono le stesse del terminale. Al posto di Shift+Tab c’è un menu:

modalità nell'app Claude
Auto, Manuale, Accetta modifiche e Piano, come da terminale (vedi la guida a Claude Code)

Il modello e l’effort (qui Impegno) si scelgono dal menu accanto:

modello nell'app Claude
Opus (predefinito), Sonnet, Fable e Haiku; sotto, l’Impegno (effort) e la modalità veloce. Con il piano Pro, Fable richiede crediti di utilizzo aggiuntivi

La casella di testo accetta anche i comandi che iniziano con / (lo dice lei stessa: Digita / per i comandi): chi viene dal terminale ritrova le sue abitudini.

I pannelli: dove l’app dà qualcosa in più

In alto a destra ci sono alcune icone che aprono pannelli accanto alla conversazione. Il primo riassume la sessione: su quale computer e cartella si lavora, il branch Git, quanto contesto è occupato, quanti connettori sono attivi, e quante righe sono state modificate, con un pulsante per fare il commit:

pannello della sessione
Il pannello della sessione: ambiente, contesto, connettori, modifiche (+30 −0) e Conferma modifiche

Il pannello delle modifiche mostra riga per riga cosa è cambiato nei file. È la cosa che da terminale si legge peggio, e che qui si legge meglio:

pannello delle modifiche
Le modifiche ad analisi.R, con le righe aggiunte in verde

Si possono aprire più pannelli insieme, ad esempio modifiche, albero dei file e un terminale già posizionato nella cartella di lavoro, dove lanciare i propri comandi:

più pannelli insieme
Conversazione, modifiche, file e terminale nella stessa finestra

C’è anche un pannello con un browser integrato, che Claude usa da solo per controllare quello che produce (pagine HTML, siti, app), come si vede più sotto.

Il piano

Ho chiesto, in modalità Piano, la stessa trasformazione in report Quarto delle guide da terminale. Il piano compare in un pannello a parte, e si può commentare selezionandone una parte, come in un documento condiviso. Sotto, i pulsanti per rifiutarlo, chiederne una revisione o accettarlo (con approvazione manuale o in modalità automatica):

piano nell'app Claude
Il piano proposto, a destra, e le scelte per procedere, a sinistra

Approvato il piano, Claude ha scritto il report, lo ha renderizzato e lo ha controllato nel browser integrato, anche a larghezza da cellulare, correggendo un paio di dettagli di impaginazione. Alla fine chiede se fare il commit, con dei pulsanti al posto di un “sì” da scrivere:

fine del lavoro nell'app Claude
Report pronto e verificato; la domanda sul commit si risponde con un clic

Codex: l’app ChatGPT

Creare un progetto

In Codex non si sceglie semplicemente una cartella: si lavora dentro un progetto. Dal menu dei progetti, sopra la casella di testo, si sceglie un progetto esistente oppure New project:

progetti nell'app Codex
Il menu dei progetti: quelli esistenti, New project o Don’t work in a project (le chat recenti sono sfocate)

New project chiede un nome e una o più cartelle (Source folders → Add). Fatto questo, il progetto resta nella barra laterale e le sue chat si raccolgono lì sotto. Comodo per ritrovare le cose, ma è un passaggio in più rispetto ad aprire il terminale nella cartella.

La prima richiesta

Stessa richiesta (con lo script chiamato analisi_codex.R, perché nella cartella c’era già quello di Claude). Codex ha esplorato i dati, scritto ed eseguito lo script, e riassunto i risultati, uguali a quelli ottenuti da terminale. In fondo, un riquadro riassume le modifiche ai file, con Undo per annullarle in blocco e View changes per vederle:

risultato nell'app Codex
Il progetto Demo app desktop nella barra laterale, il risultato, e il riquadro Edited analisi_codex.R
modifiche nell'app Codex
View changes apre le modifiche in un pannello laterale (qui con la barra dei progetti nascosta)

Pannelli e browser integrato

Il + in cima al pannello laterale apre una nuova scheda: un browser integrato e, sotto, gli strumenti: Terminal, Files e Side chat (una conversazione parallela, a lato di quella principale):

strumenti nell'app Codex
Una nuova scheda del pannello: barra degli indirizzi del browser integrato e strumenti

Permessi, modello, ragionamento

I permessi si scelgono dal menu in basso. Nell’app i livelli sono tre: Ask for approval, Approve for me e Full access (vedi la guida a Codex per il significato):

permessi nell'app Codex
I livelli di permesso nell’app Codex

Il menu del modello mostra un cursore per il livello di ragionamento; cliccando sul nome del modello si cambia modello:

ragionamento nell'app Codex
Livello di ragionamento Medium con GPT-6.1 Sol

Il + a sinistra nella casella di testo raccoglie il resto: allegare file e cartelle (o persino una finestra aperta, come il terminale), fissare un obiettivo da perseguire (Goal), attivare la Plan mode, disegnare uno schizzo, e usare i plugin (Google Calendar, Gmail, GitHub, ecc., secondo quello che il vostro account consente):

menu + nell'app Codex
Il menu +: allegati, Goal, Plan mode, Sketch e plugin

Plan mode

Dal + → Plan mode, la stessa richiesta del report Quarto. Come da terminale, Codex ha letto da solo la mia skill sui report (reporting-style-enrico, vedi il post sulle skill) e poi mi ha fatto una domanda, a cui si risponde con un clic:

domanda in plan mode
Prima la skill (riga Ran Get-Content … SKILL.md), poi la domanda sul grafico, con l’opzione consigliata
piano nell'app Codex
Il piano e la richiesta di conferma: Yes, implement this plan, oppure indicare cosa cambiare

Approvato il piano, in un minuto e mezzo Codex ha creato e renderizzato report_codex.qmd. Ha segnalato di non essere riuscito ad aprire il file locale nel browser integrato per controllarlo; aprirlo a mano funziona, scrivendone il percorso nella barra degli indirizzi. Il report si legge così accanto alla conversazione:

report nel browser integrato di Codex
Il report di Codex nel browser integrato, accanto alla chat

Il browser integrato ha anche una modalità di annotazione, per lasciare a Codex commenti visivi su una pagina (un clic o un’area selezionata): utile quando si lavora su siti o app.

In sintesi

  • Le app desktop di Claude e Codex fanno lo stesso lavoro in locale degli agenti da terminale: stessi modelli, stesse modalità, stesse skill, stessi file di istruzioni.
  • Cambia il punto di partenza: dal terminale l’agente si chiama nella cartella in cui si sta già lavorando; dall’app si sceglie ogni volta la cartella (in Codex, un progetto).
  • In cambio le app offrono menu al posto dei comandi e pannelli per modifiche, file, terminale e browser: per chi non ama il terminale, o per rivedere bene le modifiche, sono un’ottima porta d’ingresso.
  • Le precauzioni della parte generale valgono uguali: Git, dati sensibili, autonomia graduale, responsabilità.

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Chi ha scritto questo post. Di fatto, l’ha scritto Claude (Anthropic), lavorando come agente in Claude Code da terminale, e ha prodotto anche le schermate, pilotando da sé le due app desktop (per una parte dei passaggi in Codex ho dovuto autorizzare esplicitamente ogni singola azione, perché i controlli di sicurezza di Claude Code la bloccavano). Io ho fornito i materiali, l’esperienza e le indicazioni, e ho supervisionato e rivisto il risultato. La prima persona nel testo resta la mia, perché esperienze e opinioni sono mie.